Era il 1935 quando il governatore di Roma Giuseppe Bottai propose di candidare la Capitale per l’Esposizione Universale, con l’intento di mostrare al mondo – si disse – il genio della Civiltà Italica. L’idea fu accolta con entusiasmo da Benito Mussolini che, nel dicembre 1936, istituì l’Ente Autonomo Esposizione Universale
Era il 1935 quando il governatore di Roma Giuseppe Bottai propose di candidare la Capitale per l’Esposizione Universale, con l’intento di mostrare al mondo – si disse – il genio della Civiltà Italica. L’idea fu accolta con entusiasmo da Benito Mussolini che, nel dicembre 1936, istituì l’Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma, coordinato dal senatore Vittorio Cini. Dopo una prima fase di incertezza sul luogo in cui edificare la grande Esposizione, anche con l’aiuto di Cini la scelta cadde sull’area delle Tre Fontane, lungo la direttrice che dalle Terme di Caracalla porta al mare. “L’Eur doveva essere questa nuova Roma collegata alla vecchia Roma dalla Via Imperiale”, come ricorda lo storico Emilio Gentile.
La fase esecutiva iniziò il 26 aprile 1937, quando venne piantato simbolicamente un pino romano nell’area del futuro complesso. Tra gli architetti e gli urbanisti negli anni Trenta si accese un vivace dibattito sullo stile da adottare: prevalse l’orientamento di Marcello Piacentini, coordinatore di un team – diremmo oggi –
La fase esecutiva iniziò il 26 aprile 1937, quando venne piantato simbolicamente un pino romano nell’area del futuro complesso. Tra gli architetti e gli urbanisti negli anni Trenta si accese un vivace dibattito sullo stile da adottare: prevalse l’orientamento di Marcello Piacentini, coordinatore di un team – diremmo oggi – d’eccellenza: Pagano, Piccinato, Vietti, Libera, Minnucci, Guerrini, La Padula, Romano e Moretti. Fu così che l’Eur negli anni Trenta divenne un laboratorio creativo in cui si concentrò l’opera di geniali architetti, nel segno di un moderno piano urbanistico, ancora oggi considerato un progetto di sviluppo territoriale di grande attualità. “…Tutto il quartiere volse…”, come sostiene la storica Alessandra Tarquini: “… ad uno stile monumentale e moderno al contempo, monumentale e razionalista, stile in grado di evocare l’impero…, ma anche di lanciare Roma come mito per il futuro…”.
Tra i progetti più ambiziosi figurava l’Arco dell’Acqua e della Luce, mai realizzato, al cui posto sorse poi molti anni dopo per le Olimpiadi di Roma del 1960 il Palazzo dello Sport. Il simbolo del quartiere divenne invece il Palazzo della Civiltà Italiana (il “Colosseo Quadrato”), inaugurato nel novembre del
Tra i progetti più ambiziosi figurava l’Arco dell’Acqua e della Luce, mai realizzato, al cui posto sorse poi molti anni dopo per le Olimpiadi di Roma del 1960 il Palazzo dello Sport. Il simbolo del quartiere divenne invece il Palazzo della Civiltà Italiana (il “Colosseo Quadrato”), inaugurato nel novembre del 1940, definito dal professore Giorgio Muratore l’opera più importante costruita a Roma negli ultimi cent’anni. All’opposto del Pentagono fu eretto il Palazzo dei Congressi di Adalberto Libera, celebre per la sua straordinaria terrazza con il teatro pensile all’aperto. Il codice stilistico dell’E42 fu completato dalla progettazione di ampi spazi verdi, un complesso che oggi conta oltre 70 ettari di parchi e giardini, polmone verde della città.
I lavori, interrotti dalla Seconda Guerra Mondiale, ripresero negli anni Cinquanta, completando la maggior parte delle opere rimaste incompiute: la via Imperiale divenne via Cristoforo Colombo e l’Eur si popolò di residenze, enti, uffici e ministeri. L’Italia di fatto perse l’occasione di ospitare il grande evento universale, che tornò nel
I lavori, interrotti dalla Seconda Guerra Mondiale, ripresero negli anni Cinquanta, completando la maggior parte delle opere rimaste incompiute: la via Imperiale divenne via Cristoforo Colombo e l’Eur si popolò di residenze, enti, uffici e ministeri. L’Italia di fatto perse l’occasione di ospitare il grande evento universale, che tornò nel nostro Paese per l’Expo Milano 2015. Dagli anni Cinquanta, grazie a Virgilio Testa, commissario dell’Ente dal 1951, l’Eur divenne ancora una volta un gigantesco cantiere e di nuovo Marcello Piacentini e gli architetti a lui più vicini tornarono a svolgere un ruolo di primo piano. Nei progetti di costruzione furono incluse anche le prime strutture residenziali con l’obiettivo di rendere l’Eur un quartiere modello anche per chi volesse abitarci.
Negli anni Sessanta si riaccese l’interesse e la curiosità per questo quartiere “moderno” rispetto al resto della città, anche grazie alla candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 1960. Gli interventi più imponenti furono il Palazzo dello Sport, progettato da Nervi e Piacentini e costruito là dove doveva sorgere il
Negli anni Sessanta si riaccese l’interesse e la curiosità per questo quartiere “moderno” rispetto al resto della città, anche grazie alla candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 1960. Gli interventi più imponenti furono il Palazzo dello Sport, progettato da Nervi e Piacentini e costruito là dove doveva sorgere il maestoso arco trionfale mai realizzato. Fra gli impianti olimpici furono costruiti anche la Piscina delle Rose, una vasca olimpionica scoperta, inserita nella suggestiva cornice del Parco Centrale del Lago, ultimo giardino all’italiana progettato dall’architetto paesaggista de Vico Fallani.
Il rilancio del quartiere, definito nel tempo in tanti modi, come quartiere metafisico, monumentale, razionalista, ma anche la città bianca, la città giardino, la città dei musei, portò l’Eur a svilupparsi, dopo le Olimpiadi, ben oltre i confini dell’originale pentagono, senza impedire all’antico centro di mantenere il fascino di scenografia
Il rilancio del quartiere, definito nel tempo in tanti modi, come quartiere metafisico, monumentale, razionalista, ma anche la città bianca, la città giardino, la città dei musei, portò l’Eur a svilupparsi, dopo le Olimpiadi, ben oltre i confini dell’originale pentagono, senza impedire all’antico centro di mantenere il fascino di scenografia perfetta per il cinema. Nell’immaginario di molti registi italiani l’Eur diventò infatti uno spazio urbano dalle straordinarie potenzialità. Il primo ad amarlo fu Federico Fellini: “…ecco l’Eur mi piace tanto perché ha questo aspetto un po’ da stabilimento cinematografico, da studio… questa sensazione di disponibilità che ha il quartiere mi è congeniale, l’Eur ti restituisce questa leggerezza, mi sembra come di abitare in una dimensione di un quadro… c’è un’atmosfera liberatoria…”. Tra le opere spiccano le scene de La Dolce Vita e l’episodio del 1962 “Le tentazioni del Dottor Antonio” in Boccaccio ’70. Negli anni l’Eur è stato e resta un set cinematografico molto amato da registi di tutto il mondo.
Dal 2000 l’importante patrimonio costituito dagli edifici storici, dalle aree verdi, dalle nuove strutture, è nella proprietà e nella gestione di EUR S.p.A. Infatti, il D.lgsl. n. 304 del 17 agosto del 1999 ha trasformato lo storico Ente EUR nell’attuate Società per Azioni denominata EUR S.p.A., controllata al 90% Ministero
Dal 2000 l’importante patrimonio costituito dagli edifici storici, dalle aree verdi, dalle nuove strutture, è nella proprietà e nella gestione di EUR S.p.A. Infatti, il D.lgsl. n. 304 del 17 agosto del 1999 ha trasformato lo storico Ente EUR nell’attuate Società per Azioni denominata EUR S.p.A., controllata al 90% Ministero dell’Economia e Finanze e partecipata al 10% Roma Capitale.
Oggi l’architettura dell’Eur, arricchita da nuove visioni, come il Centro Congressi “La Nuvola”, progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas, uno dei simboli contemporanei di Roma, attivo nel mercato mondiale dei grandi eventi dal 2016, è studiata a livello internazionale.
Consolidare l’Eur, che nel 2025 ha accolto oltre 1,5 milioni di visitatori nelle strutture di sua proprietà (La Nuvola, Palazzo dei Congressi, Palazzo dello Sport e Laghetto), come l’hub internazionale dei congressi e dei grandi eventi, si inserisce nella nostra visione di sviluppo del quartiere e della Città. Nel dicembre
Consolidare l’Eur, che nel 2025 ha accolto oltre 1,5 milioni di visitatori nelle strutture di sua proprietà (La Nuvola, Palazzo dei Congressi, Palazzo dello Sport e Laghetto), come l’hub internazionale dei congressi e dei grandi eventi, si inserisce nella nostra visione di sviluppo del quartiere e della Città. Nel dicembre 2026 l’Eur celebrerà i suoi primi 90 anni di storia.