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Opere Scultoree

Le 28 statue in marmo di Carrara di Palazzo Civiltà Italiana

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28 statue di marmo di Carrara adornano gli archi del piano terreno del Palazzo. Si tratta di sculture alte 3,40 metri, poste su basamento, allegoriche delle virtù del popolo italiano, che insieme ai Dioscuri completano l'impianto decorativo nella parte scultorea dell'edificio progettato nel 1937 da La Padula, Guerrini e Romano. Furono chiamati 26 scultori, fedeli al sogno di Cipriano Efisio Oppo (Vice presidente, Soprintendente all'architettura arte e organizzazione mostre) di considerare l'E42 "una grande esposizione di arte contemporanea, la più vasta che si sia mai mostrata in atto "(Civiltà - rivista trimestrale dell'Esposizione Universale di Roma - 21 marzo 1941). Naturalmente, gli esiti furono differenti: la decorazione pittorica del Palazzo non venne mai realizzata, poichè gli avvenimenti della guerra fatalmente ne ridimensionarono la grandiosità iniziale. Come scrive Maria Silvia Farci "per quanto riguarda lo stile, al di là di un comune gusto novecentesco, si possono isolare, orientativamente, aree differenti. C'è un tardo-accademismo retorico nel taglio ancora ottocentesco: Longo, Rivalta, Montececconi. Un Novecento dichiarato con una sotterranea influenza martiniana come in Biancini, Giordani, Biggi, Assanti; un Novecento con contaminazioni che vanno dall'arcaismo al realismo come in Vucotich o in Baglioni. Un tardo liberty con reminiscenze simboliste: Bertolino, Abate, Nicolini. Le sculture della Civiltà, affidate a scultori provenienti per la maggior parte dal mondo accademico di tutta Italia, vennero realizzate da marmorari professionisti, che dal 1940 al 1942 completarono la messa in opera delle prime 16 statue; le rimanenti trovarono la loro collocazione nel dopoguerra.

Fonte: M. Casciato, S. Poretti Il Palazzo della Civiltà Italiana. Architettura e costruzione del Colosseo Quadrato Federico Motta Editore, Milano 2002.

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