Il Palazzo della Civiltà Italiana, anche conosciuto come il “Colosseo Quadrato”, è uno dei simboli della Roma moderna. Progettato dagli architetti Guerrini, Lapadula, Romano, può essere considerato a tutti gli effetti la realizzazione del piano espositivo che meglio esprime quel carattere di grandiosa monumentalità e carica celebrativa che avrebbe dovuto caratterizzare l’intera rassegna espositiva. Dal 2015 ospita la sede del marchio di moda Fendi (Gruppo LVMH).
L’edificio, i cui lavori iniziarono nel dicembre 1938, secondo un preciso indirizzo degli stessi progettisti, avrebbe dovuto rappresentare in maniera inequivocabile l’espressione più chiara di “romana italianità”, con l’arco a tutto sesto assunto come elemento identitario.
Collocato alla estremità del primo decumano, alla quota di terreno più alta (43 mt. s.l.m.), il Palazzo della Civiltà poggia su un alto stilobate caratterizzato da due monumentali scalinate contrapposte, ai lati delle quali trovano collocazione due gruppi scultorei raffiguranti i Dioscuri, opere degli scultori Morbiducci e Felci.
La solennità dell’opera e del messaggio retorico monumentale si condensa nell’elementarità del corpo di fabbrica in elevazione: un parallelepipedo di 51 metri di lato per 68 metri di altezza, costituito complessivamente da otto piani, sei dei quali corrispondenti ai sei ordini di archi, uno posto all’interno del grande spazio basamentale e l’ottavo contenuto all’interno del frontone, che reca la famosa iscrizione: «Un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori».
La struttura, pensata originariamente in muratura portante, venne poi realizzata in cemento armato per ragioni economiche e di tempo, e interamente rivestita con lastre di travertino, ad eccezione dello stilobate rifinito con elementi in ceppo di poltragno.
Rispetto al progetto iniziale, dove un sistema di rampe a mo’ di grande promenade avrebbe dovuto condurre i visitatori dall’ultimo piano fino alla quota d’ingresso, il sistema dei collegamenti verticali venne centralizzato con la costituzione di un loggiato perimetrale dal primo fino al quinto livello.
Come per altre architetture permanenti dell’E42, anche in questo caso il processo di massima enfatizzazione del genio italico nelle diverse discipline è demandato alla collocazione di 28 statue in marmo (alte 3,40 metri) poste sotto le arcate della quota d’ingresso raffiguranti le attività umane.
Analogamente al Palazzo degli Uffici, anche quello della Civiltà Italiana presenta un sistema impiantistico generale estremamente razionale ed efficiente, con soluzioni tecniche di avanguardia coniugate ad eleganti espressioni di design. Alcune aree specifiche dell’edificio, come il piano ottavo e quello basamentale, vengono illuminate da riquadri realizzati in vetrocemento impreziositi in origine da cornici in tessere di mosaico dorato.
La particolare posizione urbanistica conferisce al Palazzo, con i suoi 107 metri s.l.m., il ruolo privilegiato di “avamposto bianco” per i visitatori che si avvicinano al quartiere, accentuandone la straordinaria capacità iconografica.
Dal 2006 al 2008 il Palazzo è stato interessato da un importante processo di “restauro monumentale”, condotto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e da EUR SpA. che ha riguardato principalmente l’esterno dell’edificio, includendo anche importanti lavori di adeguamento strutturale dei solai.
A partire dal 2015, dopo il completamento dei lavori di rifunzionalizzazione e allestimento, ospita la sede centrale del marchio di moda Fendi (Gruppo LVMH).