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Palazzo Mostra delle Arti e Tradizioni Popolari

SUPERFICIE COPERTA: mq 7.000; mc 173.000

PROGETTISTI: M. Castellazzi, P. Morresi, A. Vitellozzi

INIZIO E FINE LAVORI: 1939-1942

 

 

Il Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari è una delle quattro architetture (previste nel piano urbanisticio dell’E42) progettate per costituire, sin dai primi studi, il nucleo centrale della rassegna espositiva.

Speculare al Palazzo delle Scienza Universale, presenta un’architettura esterna identica alle altre tre realizzazioni museali della piazza e ospita al suo interno il museo omonimo, raro esempio di collezione sugli usi e i costumi delle diverse regioni italiane.

L’edificio è costituito eminentemente da un corpo di fabbrica costruito attorno a una grande corte interna e da un braccio che, oltre a definire ad est l’invaso della piazza, si connette al vicino Museo della Scienza Universale attraverso un monumentale passaggio porticato.

Il piano terra è costituito su tre lati da un portico composto da grandi pilastrature quadrangolari, mentre i due piani superiori sono caratterizzati nei prospetti verso la piazza da un sistema loggiato a tutta altezza con colonne realizzate in pietra di  cipollino.

Un corpo sporgente, caratterizzato da monumentali colonne disposte simmetricamente al prospiciente Palazzo dell’Arte Antica, definisce un ideale porta di accesso all’invaso della  grande piazza.

L’edificio trova la sua maggiore caratterizzazione nella parte prospettante la piazza, in coincidenza dell’ingresso principale, con la presenza di un particolare vestibolo al piano terra e di uno scalone monumentale pregiatamente rivestito in marmo.

Al primo piano vi è il grandioso salone d’onore, contraddistinto dalla presenza di una particolare serie di opere pittoriche di indiscusso valore, raffiguranti scene di vita familiare, marinara, contadina, feste popolari, danze e cerimonie tipiche della vita popolare italiana.

Il portale d’ingresso al salone è connotato dalla presenza del bassorilievo in marmo di Amerigo Tot, raffigurante “Elementi caratteristici del folklore”. Sulla parete d’ingresso, partendo da sinistra, sono collocati gli affreschi di Mario Varagnolo, Domenico Colao, Nino Bertoletti, Emanuele Cavalli e Tommaso Cascella; mentre su quella di fondo trovano posto gli affreschi di Garibaldo Guberti, Antonio Barrera, Orazio Amato e Pietro Barillà. Attorno a questo particolare spazio di rappresentanza, si snodano nove gallerie d’esposizione di dimensioni più o meno simili, nelle quali trovano collocazione interessanti documenti, costumi e oggetti della tradizione popolare italiana.

Quale costante di gran parte delle architetture permanenti dell’E42, anche il Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari è contrassegnato dalla presenza di una decorazione esterna d’indubbio valore e suggestione. Si tratta del grande mosaico policromo sul prospetto esterno del palazzo rivolto verso il Viale della Civiltà Romana, realizzato da Enrico Prampolini e intitolato Le Corporazioni. L’opera, del 1941, fronteggia l’altro mosaico dedicato alle “Professioni ed i Mestieri” realizzato dall’artista Fortunato Depero, sulla facciata antistante del Palazzo della Scienza Universale.

I mosaici assolvono, insieme al portico, la funzione di raccordo decorativo tra la Città dell’arte e la Città italiana dell’economia.

Il Palazzo ospita il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari.



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