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Palazzo Mostra dell'Agricoltura e Bonifiche

Palazzo Mostra dell'Agricoltura e BonificheSUPERFICIE COPERTA: mq 12.200; mc 262.000

PROGETTISTI: P. Marconi, G. Samonà, G. Viola

INIZIO E FINE LAVORI: febbraio 1940–marzo 1951

 

 

 

L’edificio, destinato ad ospitare il Museo dell’Agricoltura e Bonifiche, venne parzialmente realizzato tra il 1938 e il 1941 ed interrotto successivamente per le note vicende legate al secondo conflitto mondiale.

Esso rappresenta, come meglio individuato nella stesura definitiva del piano urbanistico dell’Esposizione, una di quelle realizzazioni affidate a terzi ed avrebbe costituito il fondale di chiusura ad est del lago artificiale.

Originariamente, il complesso era stato concepito da tre corpi di fabbrica: uno semicircolare, attestato verso lo specchio d’acqua, caratterizzato da un sistema porticato-belvedere e da due corpi rettilinei retrostanti, connessi al precedente da un portico a doppio ordine.

Il corpo ad esedra, avrebbe avuto funzione di collante tra le parti, così da offrire una scenografica passeggiata su più piani in continua e mutevole percezione visiva.

Quest’ultimo avrebbe in ultimo dovuto concludere la prospettiva naturalistica della sponda est del lago, in sintonia con la prospettante sistemazione del teatro all’aperto dell’architetto Giovanni Michelucci (peraltro mai terminato).

Entrambe le realizzazioni avrebbero dovuto contrassegnare, come per gli altri collegamenti trasversali del piano urbanistico, la parte terminale di un ideale decumano,  identificato nello sviluppo longitudinale del lago artificiale.

Come per altre opere previste nella stesura definitiva del piano e rimaste incompiute, anche la vicenda del Palazzo Mostra dell’Agricoltura e Bonifiche fu caratterizzata da continue variazioni progettuali, oltre che da un cammino realizzativo faticoso e non privo di accenti polemici.

Come accennato, per i noti eventi bellici, questo edificio subì il blocco delle attività edilizie, che furono poi riprese nell’immediato dopoguerra e che portarono alla chiusura  dei corpi di fabbrica rettilinei attestati sull’attuale via dell’Aeronautica, oggi in uso alla Polizia di Stato.

Perso definitivamente il carattere di grande abbraccio ludico-scenografico in continuità con tutte le altre sistemazioni previste sul bacino d’acqua, i corpi edilizi attuali si confrontano con il palazzo dell’Eni, progettato nel 1960 dagli architetti Bacigalupo e Ratti.



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