Palazzo ex Ristorante Ufficiale dell'Ente
SUPERFICIE COPERTA: mq 3.000; mc 26.000
PROGETTISTI: E. Rossi
INIZIO E FINE LAVORI: 1939-1954
L’edificio dell’ex ristorante ufficiale dell’Ente propone in maniera inequivocabile un linguaggio architettonico di chiara espressione classica, senza però scadere in una banale retorica trionfalistico-monumentale.
Il palazzo, destinato ad accogliere gli alti funzionari dell’Ente e le rappresentanze straniere in occasione dell’evento espositivo del 1942, era caratterizzato da un corpo di fabbrica rettangolare originariamente su tre piani, circondato su quattro lati da un sistema porticato a tutt’altezza, con pilastri rivestiti da lastre scanalate in marmo calacatta dorato.
Anche in questo caso, elemento costante di gran parte delle architetture permanenti, è un corpo basamentale che, oltre ad armonizzare l’inserimento dell’edificio con lo spazio esterno circostante, ne enfatizzava il carattere rappresentativo.
Il piano terra avrebbe ospitato un bar e un ristorante per i visitatori: il primo caratterizzato da uno spettacolare salone per i funzionari dell’Ente e l’ultimo destinato a dirigenti, commissari e rappresentanze estere. L’edificio, quasi interamente stravolto nella sua organizzazione e distribuzione interna per gli ampliamenti negli anni ’60, ha di fatto perso il suo complessivo equilibrio compositivo. I lavori sopra citati oscurarono di fatto completamente la bellezza del grande salone a doppia altezza del ristorante al primo piano, con il suo suggestivo pavimento alla veneziana e i pilastri circolari rivestiti in mosaico d’oro. La creazione dei nuovi solai e della relativa parte aggettante verso le pilastrature esterne annullò le originarie facciate del palazzo rivestite in lastre di travertino bianco. Analoga sorte subì il patio verso il Palazzo della Civiltà Italiana, dotato in origine di una vasca mosaicata dal colore verde e da una pavimentazione perimetrale, quest’ultima in pezzame di travertino oniciato scuro.
Degli apparati decorativi, inizialmente previsti per l’edificio, restano la bellissima pittura murale a tempera di Franco Gentilini e una originale tarsia marmorea policroma dell’artista Eugenio Fegarotti, entrambe collocate al piano terra. La decorazione di Gentilizi rappresenta una composizione a carattere allegorico; quella di Fegarotti riproduce nature morte e paesaggi echeggianti architetture romane con esplicito riferimento a quelle dell’Eur.
Un’altra particolare decorazione dell’artista Angelo Canevari, consistente in un mosaico policromo per la parete esterna del patio , venne successivamente alla realizzazione scomposto e collocato nell’area di ristorazione del palazzo dei Ricevimenti e Congressi.


