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AREE VERDI
L’insieme delle aree verdi e dei parchi di questa parte della città costituisce un bene storico-ambientale, architettonico e urbano di primaria importanza. Alla luce delle trasformazioni che Roma ha subito negli ultimi cinquant'anni, le aree verdi dell'Eur rappresentano oggi una dotazione ambientale dell'intera città, resa fruibile grazie all'aumentata accessibilità urbanistica ed in forza di un fenomeno di progressiva centralizzazione e reciproca attrazione con il Centro Storico che ha investito tutto il quartiere dell'Eur nel corso degli ultimi decenni.
Il Parco Centrale del Lago
Il Parco Centrale del Lago ha un grande valore paesaggistico, oltre che storico ed ambientale. Previsto nel 1937 come focus dell'E 42, la sua realizzazione non si effettua che in occasione delle Olimpiadi del 1960. Il Giardino delle Cascate, in particolare, ha una elevatissima qualità monumentale, probabilmente il più importante realizzato in Italia negli anni Sessanta.
Il laghetto dell'Eur è un bacino artificiale che occupa una superficie di 85.120 mq con una profondità massima di circa 3 metri; presenta una conformazione a vasche successive nelle quali viene immessa l'acqua da più punti situati sul lato sud mentre l'uscita è assicurata da bocche di sfioro disposte lungo gran parte del lato nord.
La preziosità del disegno di De Vico sta nel suo valore scenografico - è il fondale che si offre a chi esce dalla città percorrendo via Cristoforo Colombo - e panoramico. Stretto è il rapporto con il Teatro Verde di De Vico che lo fronteggia sulla sponda opposta e, sul retro, con il Palalottomatica disegnato da Nervi.
Parco degli Eucalipti
Il Parco degli Eucalipti, era il bosco piantato nell’Ottocento dai frati Trappisti dell’Abbazia delle Tre Fontane allo scopo di migliorare la salubrità dell’aria e di produrre medicinali. Nel piano generale questo parco era destinato a svolgere un ruolo primario per le attrazioni dell'E42 ed avrebbe dovuto occupare una zona molto estesa con un ampio lago irregolare con al centro "L'isola incantata". I progetti elaborati tra il 1937 e il 1940 non furono mai realizzati.
Parco del Ninfeo
Il Parco del Ninfeo, separato dal parco del Turismo da viale Romolo Murri, è caratterizzato e prende il nome dalla fontana del Ninfeo, realizzata nel 1940. Il periodo della guerra e i successivi danneggiamenti portarono il parco ad uno stato di abbandono e solo a partire dal 1952 Raffaele De Vico si occupò del suo completamento e del suo risanamento paesaggistico, fino a terminarlo nel 1961.
Parco del Turismo
Il Parco del Turismo, ricco di maestose conifere, ha una conformazione territoriale a grande foglia. Anche qui la presenza di sistemazioni pavimentate e di apparati decorativi di grande pregio, conferiscono all’intera area verde una particolarità paesaggistica da scoprire. Tra gli apparati spiccano la grande stele-fontana dello scultore Ercole Drei raffigurante La vita dei campi e i bassorilievi del Bellini.
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